martedì 5 luglio 2016

VAN GOGH

CAMPO DI GRANO CON CORVI

Se confronti questo paesaggio di Van Gogh con quelli dipinti dai pittori impressionisti, (pp.278-79) ti balzerà subito agli occhi la loro differenza. I paesaggi degli impressionisti ci comunicano la serenità di un rapporto positivo con la natura e la gioia di riuscire a coglierne il segreto dei colori e delle luci, vibranti e mutevoli. Il paesaggio di Van Gogh ci comunica invece un senso di disperazione: quel cielo blu e nero sembra così basso e pesante, quel volo di corvi neri ha un aspetto così minaccioso sopra il grano maturo; e il grano non appare -come tante altre volte nelle opere dei pittori- una dolce distesa dorata, perché è dipinto con pennellate furiose e violente; persino il sentiero che si snoda in mezzo al campo sembra tortuoso e difficile da percorrere. Tutto ci parla di una drammatica difficoltà di rapporti con la realtà. 
Questo era infatti il problema angoscioso della vita di Van Gogh: cercare di cogliere la realtà come essa appariva ai suoi occhi e sentirsi sempre sfuggire la presa, sentirsi sfuggire la possibilità di un rapporto sereno con le cose. Tutto quello che Van Gogh dipinge
-alberi, fiori, cieli, uomini e cose- Viene deformato per effetto della terribile tensione interiore che lo angustia. Le forme tormentate e i colori forti e squillanti della sua pittura influenzeranno profondamente molti altri pittori del nostro secolo, primi fra tutti i fauves e gli espressionisti(cfr. pp.304-7)